oreste-giurlani.jpg
Agipress - agenzia di stampa quotidiana nazionale -
www.agipress.it
Notizia n.15681 (agipress) del 21 agosto 2008 - ore 17:10:00

Intervista di Francesco Canosa
*************************
Nell’ambito della Festa Democratica che apre sabato 23 agosto a Firenze
(durerà 15 giorni) insieme ai tanti dibattiti si inserisce anche la
Festa della Montagna che si svolgerà a Barga (in Lucchesia) il 29
agosto.
L’iniziativa trova la sua ragione d’essere nella volontà all’interno
del Partito Democratico di dar vita ad un nuovo ciclo per la Montagna,
con politiche e strategie volte alla crescita, allo sviluppo ed
all’innovazione di questo Sistema, che in Toscana si presenta con punti
di eccellenza.
Il momento è quanto mai particolare visto il processo in atto di
riorganizzazione delle Comunità montane, sulle quali si stanno
pronunciando le singole Regioni e dopo il 30 settembre si dovrà
pronunciare anche il Governo nazionale.
L’iniziativa è sostenuta anche dalla Senatrice Mariangela Bastico,
Ministro agli Affari Regionali del Governo Ombra, la quale ha
confermato che “questa sarà la sede opportuna per dimostrare che
vogliamo aprire una nuova stagione per la Montagna e per gli Enti
Locali, nell’ottica dell’efficienza e della produttività per garantire
crescita e sviluppo.”
Dall’assise del 29 agosto dovrà uscire un documento condiviso con il
quale il PD si farà carico delle istanze della Montagna proponendo una
nuova governance che guardi a progettualità nell’ottica della
sussidiarietà ed adeguatezza quali criteri-guida per rispondere alle
esigenze del territorio e dei cittadini che lo abitano.
Tema affascinante perchè coinvolge la vita stessa della montagna, da
quella economica a quella ambientale, dalla culturale al tempo libero.

Ne abbiamo parlato con Oreste Giurlani, Presidente di Uncem Toscana
(che rappresenta 20 Comuità montane e ben 165 Comuni montani).
“Al primo posto - dice Giurlani - metterei l’intento di salvare il
“sistema montagna toscano” conosciuto e apprezzato in tutta Italia per
efficienza, progettualità, serietà, compattezza. E quindi di trasferire
tale modello a livello nazionale nell’interesse del Paese e non solo
della montagna”.
D:
Ma il taglio operato dalla Finanziaria di 90 milioni di euro in tre
anni alle CM non aiuta questo processo di sviluppo!
R:
Sono d’accordo. Ecco perchè credo che occorrerà intervenire sul Fondo
per la montagna (sia nazionale che regionale) attraverso una seria
politica per la montagna che tenga conto delle esigenze delle
popolazioni che hanno il diritto di ottenere gli stessi servizi che
vengono riservati in pianura.
D.
Per raggiungere tali obiettivi l’Uncem ha stretto una forte alleanza
con Legautonomie…
R.
E’ vero. Ciò è avvenuto sia a livello nazionale che regionale. Si
tratta di unire le forze e impegnarle su alcuni punti ritenuti
qualificanti e attuativi del processo federalista. Tra essi, in
particolare: il federalismo finanziario e fiscale; il nuovo Codice
delle autonomie; la riforma delle sedi di concertazione e di raccordo
istituzionale per consentire agli enti locali di intervenire nella
formulazione delle leggi che interessano i territori; la riforma dei
servizi pubblici locali, il rilancio della Comunità montana, unico
modello associativo dei Comuni sul territorio montano, da riorganizzare
e valorizzare come strumento di sviluppo locale e di esercizio
associato dei servizi.
D.
L’Anci avrà un ruolo?
R:
Mi è stata garantita la presenza di Guerra, responsabile per i piccoli
comuni dell’Anci. Una presenza importante che servirà a crere
un’adeguata sinergia tra Uncem, Legautonomie e la stessa Anci.
D.
La Montagna, quale ambito complesso e “globale” dei suoi profili
antropici, culturali, ambientali ed economici, pretende politiche
legislative organiche e coerenti. Cosa ne dice?
R.
Il 54% del territorio italiano, con una popolazione residente di circa
11 milioni di abitanti, ove operano 4201 Comuni montani e 356 Comunità
montane, concorre al PIL nazionale per oltre il 16%.
La montagna italiana, quindi, si può definire un gigante economico e
nano politico, all’interno del quale albergano notevoli sperequazioni
in termini reddituali.
D.
Eppure qualche anno addietro l’Organizzazione delle Nazioni Unite aveva
celebrato “l’anno internazionale della montagna”…
R.
La realtà della montagna non è semplicemente composita ed eterogenea,
ma, si è visto, proprio in occasione di tale manifestazione, complessa
e contraddittoria, per cui solo in un ambito limitato è possibile
parlarne come di una realtà unitaria. Comprendere la differenziazione
dei sistemi montani per modulare in maniera efficace le politiche è
funzionale a cogliere le diversificate vocazioni del territorio.
D.
Leggendo gli atti di alcune conferenze tenute nella montagna toscana
nel dopoguerra emerge chiaramente che tra i problemi all’epoca più
sentiti rispetto alle altre zone vi erano quelli dell’isolamento
sociale, della marginalità rispetto ad un mondo urbano e di pianura che
stava enormemente cambiando. Cosa pensa si debba fare?
R.
Il problema principale era costituito dal fatto che in montagna si
viveva male, non c’era un futuro per le giovani generazioni che
aspiravano ad avere le stesse opportunità di studiare, lavorare e,
perché no, di divertirsi degli altri coetanei.
La domanda principale oggi è stata la stessa di cinquanta anni prima:
come si vive in montagna? La risposta, fornita da una recente ricerca
dell’Irpet, è stata ovviamente articolata, puntando all’analisi dei
vari fattori che incidono sulla qualità della vita e sulle notevoli
differenze tra le molte “montagne toscane”. In estrema sintesi i
risultati hanno confermato l’esistenza di una “questione montagna”, ma
con differenziali di livelli di vita più contenuti del passato e
soprattutto in una situazione in cui sono garantiti i maggiori servizi
essenziali in ogni luogo; si è tuttavia ridotta l’estensione
territoriale delle aree dove è presente tale questione, da cui
l’esigenza di ripensare ad una nuova territorializzazione degli
interventi che sappia anche cogliere i diversi gradi di intensità di
alcune problematiche sociali e ambientali.
D.
Cosa si aspetta dall’appuntamento di Barga?
R.
Le risposte che vogliono le popolazioni di montagna. Le forze presenti,
dagli esponenti del PD all’Uncem, da Legautonomie all’Anci, sono in
grado di garantire un risultato positivo per procedere sulla strada del
rilancio dello sviluppo della montagna.

Agipress - agenzia di stampa quotidiana nazionale
www.agipress.it
e-mail redazione@agipress.it

Lancio n. 15651 del 14-8-2008

Riapre la strada provinciale n. 37 di Fabbriche di Vallico

Riapre oggi al transito la strada provinciale n. 37 di Fabbriche di Vallico, interdetta al traffico veicolare dal tardo pomeriggio di lunedì scorso in seguito ad un incendio, che ha interessato circa 5 ettari di bosco sul versante montuoso di Turrite Cava e alla conseguente caduta di materiale roccioso.
Per fronteggiare la situazione che si era venuta a creare c’è stata una forte mobilitazione delle Istituzioni: dalla Regione (che ha emesso un decreto di dichiarazione di evento di rilevanza regionale), alla Provincia di Lucca, alle Comunità montane interessate, nonchè Prefettura e Vigili del Fuoco. Insieme, ovviamente, ai sindaci dei comuni interessati, in primo luogo Oreste Giurlani, primo cittadino di Fabbriche di Vallico.
“Rilevo, se ce ne fosse ancora bisogno - questo il commento di Giurlani - che l’immediato allerta delle Comunità Montane e il pronto intervento delle squadre di emergenza e dei vigili del fuoco hanno evitato danni molto peggiori, circoscrivendo la zona dell’incendio e domandolo prontamente. Una ulteriore dimostrazione che il presidio territoriale delle Comunità Montane ha un significato di protezione che va ben oltre le dichiarazioni populistiche di qualche politico che dovrebbe ben pensare al di là di facili calcoli demagogici quale ruolo hanno gli Enti Montani sul territorio in frangenti di simile emergenza. Un sincero plauso quindi, agli uomini delle due Comunità Montane grazie al cui immediato allarme e lavoro, unitamente ai vigili del fuoco, si è potuto tornare a una situazione di tranquillità in tempi così brevi.”

incendio.jpg

Agipress - agenzia di stampa quotidiana nazionale
www.agipress.it
e-mail redazione@agipress.it

Lancio n. 15646 del 12-8-2008

Si è tenuto oggi alle 15.30 presso Prefettura a Lucca l’atteso vertice richiesto dal Sindaco di Fabbriche di Vallico, Oreste Giurlani, per le importanti decisioni da prendere sulla riapertura della strada chiusa dopo l’incendio che ha colpito il Comune montano della media valle del Serchio. Alla Riunione hanno partecipato l’Assessore Regionale Marco Betti, l’Assessore Provinciale di Lucca Favilla, i rappresentanti della Comunità Montana della Media valle del Serchio, rappresentanti del volontariato e del 118, i Sindaci dei Comuni limitrofi per fare il punto della situazione. Presenti, inoltre, il vice Prefetto vicario dott.ssa Maria Laura Simonetti e il dottor Mauro Niloi, il vicepresidente della Provincia Patrizio Petrucci, l’ing. capo Gaddi con altri tecnici dell’ente, i sindaci di Vergemoli Giannini, di Gallicano Adami, i rappresentanti della Questura, del 118, dell’Enel, dell’arma dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco.
La strada che dal fondo Valle porta a Fabbriche di Vallico è stata infatti bloccata da ieri, per lo smottamento di sassi e piccoli rami dovuto all’incendio. La Regione, per bocca dell’Assessore Betti, una volta constatata l’entità degli interventi da fare, ha attivato lo stato d’emergenza regionale assicurando la copertura finanziaria.
E’ stato deciso un intervento-tampone, per assicurare la viabilità nel periodo ferragostano: infatti, prima del 15 agosto, la strada verrà riaperta con senso unico alternato, regolato da semaforo, mettendo in opera un sistema di protezione con reti per evitare che la carreggiata venga invasa dai sassolini residui che cadono dal pendio accanto alla sede stradale.
Altresì, entro la fine di agosto e con la riapertura della cartiera e delle attività lavorative, e in vista poi della riapertura delle scuole, è stato deciso un intervento definitivo di rassodamento a stabilizzare il bordo strada e riaprire così, definitivamente, la carreggiata in entrambi i sensi di marcia.
Al termine della riunione l’Assessore Betti ha dichiarato: “L’attenzione della Regione Toscana in materia di montagna e, a maggior ragione, in casi di calamità naturali simili è sempre attiva, non poteva quindi venir meno il nostro supporto e la nostra solidarietà. Vista l’entità dei danni riportati e i rischi connessi per le popolazioni residenti, quasi isolate, e i villeggianti del periodo vacanziero determineremo lo stato d’emergenza regionale, che si rivela la pronta ed adeguata risposta da dare.”
L’Assessore Provinciale alla Protezione civile, Favilla, ha aggiunto: “Visto il disagio ci siamo immediatamente attivati con la Prefettura per prendere tutte le iniziative impellenti: è stata importante la tempistica breve con cui ci siamo attivati. Dalla riunione emerge l’esigenza di fare subito interventi lampo per la transitabilità sia pure provvisori e successivamente interventi più mirati a stabilizzare il terreno affinchè non si ripetano più tali problemi.”
Oreste Giurlani, Sindaco di Fabbriche di Vallico, il paese più colpito da questa calamità, ha così chiuso:” Sottolineo il grosso lavoro di sistema di protezione civile che ha portato la Regione Toscana ad attivare l’emergenza regionale. E’ una risposta forte, veloce e concreta alle popolazioni che stanno subendo un disagio che, grazie al lavoro degli Enti Locali, della Provincia, della Comunità Montana e dei Comuni, stiamo cercando di ridurre per poter garantire i servizi. Il lavoro è monitorato e il tavolo regionale rimane aperto per ulteriori interventi.
Tutti gli amministratori e i tecnici presenti si sono trovati concordi sulla necessità di garantire alle popolazione i servizi essenziali e di limitare i disagi per le attività commerciali dopo la chiusura della strada che crea difficoltà agli abitanti di 6 territori comunali (oltre a Fabbriche di Vallico, Vergemoli, Pescaglia, Borgo a Mozzano, Stazzema e Gallicano) anche a causa dei lunghi tempi di percorrenza dell’itinerario stradale alternativo attraverso la sp n. 32 di Pescaglia via Pascoso.
Nel corso dell’incontro a Palazzo Ducale è stato deciso di attivare un presidio medico fisso a Fabbriche di Vallico e di garantire la presenza di una guardia medica nelle ore notturne. Le forze dell’Ordine garantiranno comunque la loro presenza nelle zone interessate. Per quanto riguarda, invece, l’aspetto del trasporto pubblico locale, l’esiguità del numero delle corse di autobus non crea particolari problemi se non l’allungamento del tragitto e dei tempi.
I lavori condotti dalla Provincia nella zona interessata dall’incendio e dalla caduta del materiale roccioso – dove stamani si è svolto un ulteriore sopralluogo alla presenza dell’ass. provinciale Favilla – prevedono l’accurata bonifica della zona, l’installazione di reti di protezione e la rimozione del materiale pericolante.
Nelle settimane dopo Ferragosto la Provincia interverrà per il ripristino e la messa in sicurezza più radicale del versante, attraverso opere che richiedono una specifica progettazione.

Luca Orsi

cache_665388511.jpg
Il 9 e il 10 agosto 2008 nei paesi di Vallico Sopra e Vallico Sotto si terrà la prima tappa del Campionato Italiano di Palla Elastica.
Saranno presenti squadre della Lunigiana, Pariana, Asti, Brescia,Imperia e naturalmente i padroni di casa.
Inizio manifestazione ore 11:00.
PER MAGGIORI INFO VISITA IL SITO WWW.PALLAELASTICAVALLICO.COM

fdv.jpg
Agipress - agenzia di stampa quotidiana nazionale
www.agipress.it
e-mail redazione@agipress.it

Lancio n. 15603 del 5-8-2008

Cerimonia molto significativa questa mattina a Fabbriche di Vallico dove è stata riaperta al pubblico la chiesetta di San Luigi, dopo un’attenta ristrutturazione.
Ampia partecipazione della popolazione alla manifestazione.
La ristrutturazione è stata possibile grazie all’impegno sinergico del Comune, della Comunità montana e del Parco delle Apuane.
“La presentazione della chiesetta restaurata - ha detto Oreste Giurlani, sindaco di Fabbriche e presidente dell’Uncem - ha rappresentato, senza dubbio, un momento molto importante perché in Valle del Serchio si è dimostrato come vari Enti di governo del territorio, Comuni e Comunità Montane hanno saputo collaborare per la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione delle identità storiche del territorio. Le Comunità Montane - ha aggiunto Giurlani - sono essenziali per lo sviluppo dei nostri territori e per la stessa vita dei Comuni e quindi garantire i servizi. Come si pensa di avviare le politiche della Montagna e quindi la tutela dei territori senza le Comunità Montane? Solo l’aggregazione istituzionale del sistema dei piccoli Comuni nelle Comunità Montane può essere il volano di sviluppo”.
Alla cerimonia era presente anche l’assessore regionale toscano alla difesa del suolo Marcdo betti che ha apprezzato l’ottimo lavoro del Parco Apuano, del Comune di Fabbriche e della Comunità Montana per lo sviluppo della Valle del Serchio. Da qui un messaggio forte ad avviare politiche guida di sostegno e dare dignità alle Comunità Montane.
“La Regione - ha detto, tra l’altro, Bertti - da sempre ha considerato le Comunità Montane un punto di riferimento.

parco.jpg
ALLA MANIFESTAZIONE SARANNO PRESENTI:
MARCO BETTI (ASSESSORE REGIONE TOSCANA)
MAURA CAVALLARO (ASSESSORE PROVINCIA DI LUCCA)
ORESTE GIURLANI (SINDACO FABBRICHE DI VALLICO)
AL TERMINE BUFFET TRA LE MERAVIGLIE DEL PARCO DELLE APUANE

medioevo.jpg
INIZIO ORE 17:00 CON MERCATO D’ANTIQUARIATO E PRODOTTI TIPICI, ACCAMPAMENTI MEDIOEVALI DAME E CAVALIERI
ORE 18:00 CORTEGGIO STORICO PER LE VIE DEL PAESE
ORE 19:30 OSTERIE APERTE!!!!!!!!!!
LA SERATA SARA’ ALLIETATA DA NUMEROSI SPETTACOLI (DANZE ORIENTALI, INTRATTENIMENTI PER BAMBINI, TRAMPOLIERI, GIOCOLIERI….
PER INFORMAZIONI CHIAMA 0583/88346

17/07/2008 - Oggi 23 luglio ore 15 Giunta Nazionale a Roma

Mercoledì 23 Luglio alle ore 15,00 si terrà a Roma, presso la sede della Regione Piemonte in via delle Quattro Fontane, la Giunta Nazionale e la Conferenza dei Presidenti delle Delegazioni Regionali e Provinciali dell’Uncem. All’ordine del Giorno molte tematiche tra cui il taglio al fondo ordinario, che colpirà tutte le comunità montane italiane e l’e-gov. A questo proposito Oreste Giurlani porterà all’attenzione nazionale la candidatura della Toscana quale capofila per i progetti di innovazione tecnologica in montagna sul territorio italiano.

per vedere la diretta in streaming della conferenza clicca su videoconferenza

governo.jpg
Agipress - agenzia di stampa quotidiana nazionale -
www.agipress.it
Notizia n.15496 (agipress) del 21 luglio 2008 - ore 17:00:00

Di fronte al taglio paventato per il settore scolastico con il maxi-emendamento alla manovra finanziaria, su cui è stata posta la fiducia alla Camera, è intervenuto Oreste Giurlani, sindaco del Piccolo Comune di Fabbriche di Vallico e Presidente di Uncem Toscana che ha scritto al Ministro della Pubblica Istruzione, Maristella Gelmini, ai senatori eletti in Toscana, all’Assessore Regionale Gianfranco Simoncini, nonché ai Sindaci dei Comuni montani e ai Presidenti di Comunità Montane.
“In qualità di Presidente di Uncem Toscana e di Sindaco di un piccolo Comune montano – si legge nella missiva – sono ad esternare la mia massima preoccupazione per i tagli previsti sul fronte scolastico dal maxiemendamento al vaglio della Camera in data odierna, che si aggiungono a quelli già profilati per le Comunità Montane.
Inutile sottolineare che il taglio minacciato mette in serio pericolo la tenuta dell’interno sistema scolastico italiano, già in stato non propriamente sano: oltre 87.000 cattedre in meno che andranno a diminuire l’attuale rapporto docenti/alunni, a scapito della qualità dell’insegnamento nella scuola pubblica italiana, soprattutto se pensiamo alla percentuale di immigrati che popola le nostre classi o all’assistenza che necessitano i diversamente abili.
L’Italia peraltro è uno dei paesi europei che investono meno nel settore scolastico: una manovra finanziaria di tal guisa non farebbe che corroborare, anzi esacerbare questo trend facendo del nostro Paese, che non è certo privo di risorse su cui investire, ancora una volta il fanalino di coda dei fratelli europei.
La mia costernazione è ovviamente rivolta in primis al futuro dei presidii scolastici che sono ubicati nelle zone di montagna e disagiate laddove lo stesso clima e l’asperità del territorio creano difficoltà per la popolazione. La corsa al rispetto degli standard numerici è ogni anno all’ultimo respiro e fatichiamo a trovare insegnanti disposti a esercitare nelle nostre zone. Per questo, in collaborazione con la Regione Toscana e l’I.R.R.E., abbiamo già da qualche anno avviato progetti interessanti quali “Senza Zaino” e, ultimo attualmente in fase di realizzazione, “Errequ@dro” con i quali gli strumenti dell’innovazione e della tecnologia concorrono a migliorare il servizio scolastico.
Ho l’impressione che tutto questo spinga inevitabilmente alla morte di enti piccoli ma fondamentali per il nostro sistema territoriale locale: i Piccoli Comuni, infatti, non sono un peso per il nostro Paese bensì una concreta risorsa che sperimenta progettualità.
La stessa economia di spesa cui si anela con il maxi-emendamento è particolarmente cospicua, pur comprendendo “la stretta della cinghia” di questi ultimi tempi. Ma non posso tollerare che una manovra finanziaria vada ad inficiare i servizi che i Comuni, benché piccoli, offrono ai cittadini.
Questa sarebbe la strada più veloce per procedere con lo spopolamento delle aree montane. La più veloce ma anche la più perniciosa.
Non possiamo favorire la differenziazione tra cittadini di serie “A”, quelli delle città e delle aree urbanizzate, e cittadini di serie “B” che hanno deciso di investire e credere nelle zone di montagna, ma lo stesso si dica per le isole, che sono anche le più disagiate”.
La lettera chiude con una richiesta di incontro per affrontare in più opportune sedi la problematica legata all’organizzazioGiurlani dice no alla falcidia del settore scolastico prospettata dal maxi-emendamento alla manovra finanziaria
Di fronte al taglio paventato per il settore scolastico con il maxi-emendamento alla manovra finanziaria, su cui è stata posta la fiducia alla Camera, è intervenuto Oreste Giurlani, sindaco del Piccolo Comune di Fabbriche di Vallico e Presidente di Uncem Toscana che ha scritto al Ministro della Pubblica Istruzione, Maristella Gelmini, ai senatori eletti in Toscana, all’Assessore Regionale Gianfranco Simoncini, nonché ai Sindaci dei Comuni montani e ai Presidenti di Comunità Montane.
“In qualità di Presidente di Uncem Toscana e di Sindaco di un piccolo Comune montano – si legge nella missiva – sono ad esternare la mia massima preoccupazione per i tagli previsti sul fronte scolastico dal maxiemendamento al vaglio della Camera in data odierna, che si aggiungono a quelli già profilati per le Comunità Montane.
Inutile sottolineare che il taglio minacciato mette in serio pericolo la tenuta dell’interno sistema scolastico italiano, già in stato non propriamente sano: oltre 87.000 cattedre in meno che andranno a diminuire l’attuale rapporto docenti/alunni, a scapito della qualità dell’insegnamento nella scuola pubblica italiana, soprattutto se pensiamo alla percentuale di immigrati che popola le nostre classi o all’assistenza che necessitano i diversamente abili.
L’Italia peraltro è uno dei paesi europei che investono meno nel settore scolastico: una manovra finanziaria di tal guisa non farebbe che corroborare, anzi esacerbare questo trend facendo del nostro Paese, che non è certo privo di risorse su cui investire, ancora una volta il fanalino di coda dei fratelli europei.
La mia costernazione è ovviamente rivolta in primis al futuro dei presidii scolastici che sono ubicati nelle zone di montagna e disagiate laddove lo stesso clima e l’asperità del territorio creano difficoltà per la popolazione. La corsa al rispetto degli standard numerici è ogni anno all’ultimo respiro e fatichiamo a trovare insegnanti disposti a esercitare nelle nostre zone. Per questo, in collaborazione con la Regione Toscana e l’I.R.R.E., abbiamo già da qualche anno avviato progetti interessanti quali “Senza Zaino” e, ultimo attualmente in fase di realizzazione, “Errequ@dro” con i quali gli strumenti dell’innovazione e della tecnologia concorrono a migliorare il servizio scolastico.
Ho l’impressione che tutto questo spinga inevitabilmente alla morte di enti piccoli ma fondamentali per il nostro sistema territoriale locale: i Piccoli Comuni, infatti, non sono un peso per il nostro Paese bensì una concreta risorsa che sperimenta progettualità.
La stessa economia di spesa cui si anela con il maxi-emendamento è particolarmente cospicua, pur comprendendo “la stretta della cinghia” di questi ultimi tempi. Ma non posso tollerare che una manovra finanziaria vada ad inficiare i servizi che i Comuni, benché piccoli, offrono ai cittadini.
Questa sarebbe la strada più veloce per procedere con lo spopolamento delle aree montane. La più veloce ma anche la più perniciosa.
Non possiamo favorire la differenziazione tra cittadini di serie “A”, quelli delle città e delle aree urbanizzate, e cittadini di serie “B” che hanno deciso di investire e credere nelle zone di montagna, ma lo stesso si dica per le isole, che sono anche le più disagiate”.
La lettera chiude con una richiesta di incontro per affrontare in più opportune sedi la problematica legata all’organizzazione scolastica.

Romina Zago

parco.jpgAgipress - agenzia di stampa quotidiana nazionale -
www.agipress.it
Notizia n.15423 (agipress) del 14 luglio 2008 - ore 16:20:00

Dalla tenuta di San Rossore parte la nuova stagione dei parchi regionali e delle aree protette. È la commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale della Toscana a rilanciare nuove proposte negli “Stati generali della Natura”,
“La prima sfida si può considerare vinta: la Toscana è la Regione d’Europa con più aree protette, la fase della tutela e della conservazione è un fatto acquisito, ora serve una nuova sfida e sarà quella dell’eco-industria”, ha deetto il presidente della commissione, Erasmo D’Angelis (Pd) nella relazione iniziale.
La Toscana ha tre parchi nazionali, tre parchi regionali, tre provinciali, 31 riserve dello Stato, 42 riserve provinciali, più 52 aree naturali protette di interesse locale, oasi Wwf e Lipu, centri e rifugi per una superficie complessiva di 225 mila ettari, che rappresentano il 12 per cento del territorio regionale.
“La Toscana è la regione dei parchi - ha detto il vicepresidente della commissione Andrea Agresti (An) , questa ricchezza non può tradursi solo in tutela e vincoli, ma deve diventare valore aggiunto per le attività umane che in queste aree possono svilupparsi, a cominciare dall’agricoltura e dalle potenzialità di incremento dell’agriturismo”
«Il 10% della superficie della Toscana, oltre 225.00 ettari, è protetta. Si tratta di una porzione rilevante per la quale stiamo predisponendo una nuova legge che entro l’estate intendiamo sottoporre a consultazione e concertazione. Il nostro intento è soprattutto quello di fare sempre più sistema del complesso dei parchi e delle aree protette della Toscana. Per le aree naturali protette di interesse locale (Anpil) prevediamo l’obbligatorietà dei regolamenti di gestione, strumenti che ne specifichino bene finalità e obiettivi, anche perché non vogliamo aree che protette lo sono solo sulla carta. Stiamo infine predisponendo una bella cura dimagrante per i direttivi dei parchi regionali, per i quali puntiamo ad un dimezzamento e la riduzione da tre a uno dei revisori dei conti».
E’ l’annuncio lanciato dall’assessore regionale ai parchi, Marco Betti, nel corso degli Stati generali della natura, organizzati dalla Commissione consiliare territorio e ambiente e dall’Assessorato alla difesa del suolo, servizio idrico e parchi, in corso di svolgimento a San Rossore.
Da parte sua Oreste Giurlani, presidente Uncem Toscana (che si occpua di 20 comunità montane e ben 160 comuni montani) ha espresso alcune critiche per i ritardi nella definizione normativa sulla vita dei parchi ed ha indicato quattro filoni da seguire:
*-stabilire un rapporto più operativo con gli enti locali,
*-definire la fonte delle risorse per essere certi che non mancheranno per le esigenze dei parchi
*-procedere ad un avera semplificazione normativa attraverso un’adeguata riduzione delle leggi in materia
*-stabilire principi di interregionalità per evitare che parchi sui crinali debbano essere gestitida leggi regionali diverse.
Altri intervenuti tra cui quello del presidente onorario di Legambiente, Ermete Realacci, che ha parlato di questa giornata come “occasione importante, in un momento non semplice, in cui bisogna recuperare la spinta propulsiva per le realtà dei parchi, che restano un valore aggiunto del sistema economico italiano”; Giancarlo Lunardi, presidente del Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli; Luigi Sacchini, Presidente del Parco delle Foreste Casentinesi; Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi Toscana e del Parco della Maremma; Fausto Giovannelli, presidente del Parco dell’Appennino tosco-emiliano; Giuseppe Nardini, presidente del Parco delle Alpi Apuane; Mario Tozzi, presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano.