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Territorio e storia
Sul ComuneIl Comune di Fabbriche di Vallico si trova ad un'altitudine di 349 m slm e ha una superficie di 15.53 kmq. Dal punto di vista amministrativo Fabbriche di Vallico è il Comune più giovane della mediavalle. Infatti nell'immediato dopoguerra il comune di Trassilico cessò di esistere e alcune sue frazioni (Gragliana, Vallico Sopra, Vallico Sotto e Fabbriche di Vallico) formarono il comune di Fabbriche di Vallico mentre le altre frazioni (Trassilico e Verni) passarono al comune di Gallicano. Tuttavia la storia di Fabbriche di Vallico è cominciata in tempi ben più remoti.
Il territorio di Fabbriche di Vallico, nella Garfagnana, si estende per 15,53 kmq, lungo la valle del torrente Turrite Cava, tributario di destra del Serchio, alle falde del Monte Matanna. Costituito in comunità autonoma nel 1946, ha raggiunto l'assetto attuale nel 1948, quando gli fu staccata la frazione di Trassilico, che venne aggregata al comune di Gallicano.
In passato l'agricoltura, soprattutto con la produzione di castagne e uva da vino, rivestiva un ruolo fondamentale nell'economia locale. Fino alla fine dell'Ottocento ad essa si affiancava un artigianato del ferro che traeva le sue origini dall'insediamento sul territorio comunale, risalente al XIV secolo, di una colonia di artigiani provenienti dal bergamasco. Oggi, nonostante la forte diminuzione degli addetti subita negli ultimi decenni, l'agricoltura resta l'occupazione di oltre un quinto della popolazione attiva e fornisce soprattutto uva, olive e foraggi per i piccoli allevamenti locali. L'industria si identifica con l'attività di due cartiere.
Nel 1991 il territorio di Fabbriche di Vallico registra un numero di abitanti pari a 591, con una densità di 38 unità per kmq. Per quanto riguarda l'andamento demografico del passato, la popolazione del comune risulta in progressiva flessione fin dai primi dell'Ottocento: 2.573 abitanti nel 1830, 2.070 nel 1881, 1.683 nel 1936, 1.213 nel 1951, 969 nel 1961, 821 nel 1971 e 679 nel 1981.
Storia in breve
I reperti archeologici ritrovati nella Buca di Castelvetere confermano la presenza dell'uomo sul territorio fin dal IV secolo prima di Cristo. La zona fu terra dei Liguri, poi dei Romani e quindi dei Longobardi. Dopo il 1000 i Lucchesi controllarono il territorio fino al Rinascimento quando subentrarono gli Estensi. Il torrente Turrite Cava segnava il confine tra la Repubblica di Lucca e il Ducato di Modena, sul lato di un ponte di grande valore storico e artistico, ancora in opera, si trovava l'edificio della dogana.
I primi documenti che fanno riferimento a Fabbriche di Vallico risalgono al X secolo, ma che sia stata una zona abitata in epoche antichissime è confermato dal fatto che nella Buca di Castelvenere sono stati ritrovati reperti archeologici risalenti al IV-V sec. A.C. Sappiamo che questo territorio fu colonizzato dai Liguri Apuani e poi conquistato dai Romani e, infine, dai Longobardi.
Fabbriche di Vallico ebbe origine da un convento di agostiniani romiti, l'eremo di San Giorgio e Galgano a Vallebona, fondato nel 1214 sui terreni donati dalla comunità di Trassilico. Dominio dei Rolandinghi e dei Porcaresi, nel 1347 la comunità venne inserita nella vicaria lucchese di Gallicano, di cui seguì successivamente le vicende storiche, prima sotto gli Estensi (1430-1451), poi sotto Lucca e infine, dal 1847, di nuovo con gli Estensi.
Monumenti
Nel capoluogo si può visitare la chiesa di San Jacopo, costruita sul luogo dove un tempo sorgeva il vecchio eremo dei frati agostiniani costruito agli inizi del 1200 e chiuso alla metà del XVI secolo per mancanza di eremiti. Nel 1944 nella chiesa di fabbriche di Vallico, per volontà del Parroco don Mario Rossi, è stata riprodotta la grotta di Lourdes. Sempre a Fabbriche di Vallico troviamo un palazzo con giardino e loggiati che rappresenta un esempio insigne di architettura toscana del XVI secolo. Ma il monumento che è forse più conosciuto di Fabbriche di Vallico è il ponte che unisce le due parti del paese e che ha la forma a basto di mulo. Il ponte è sovrastato da una costruzione che nel passato aveva funzione di dogana con i fondi adibiti a prigioni, in quanto segnava il confine tra il Ducato di Modena e la Repubblica di Lucca.
Monumenti
Nel capoluogo si può visitare la chiesa di San Jacopo, costruita sul luogo dove un tempo sorgeva il vecchio eremo dei frati agostiniani costruito agli inizi del 1200 e chiuso alla metà del XVI secolo per mancanza di eremiti. Nel 1944 nella chiesa di fabbriche di Vallico, per volontà del Parroco don Mario Rossi, è stata riprodotta la grotta di Lourdes. Sempre a Fabbriche di Vallico troviamo un palazzo con giardino e loggiati che rappresenta un esempio insigne di architettura toscana del XVI secolo. Ma il monumento che è forse più conosciuto di Fabbriche di Vallico è il ponte che unisce le due parti del paese e che ha la forma a basto di mulo. Il ponte è sovrastato da una costruzione che nel passato aveva funzione di dogana con i fondi adibiti a prigioni, in quanto segnava il confine tra il Ducato di Modena e la Repubblica di Lucca.
Architettonicamente molto interessante è la chiesa romanica di San Giacomo a Vallico di Sotto. La chiesa è divisa internamente in tre navate tre navate e conserva al proprio interno un pregevole trittico quattrocentesco raffigurante la Madonna col Bambino tra Santi attribuito a Bernardino del Castelletto. Il territorio di Fabbriche di Vallico è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi: boschi cedui e di castagni, zone destinate alle colture tradizionali, pascoli. Nel recente passato l'economia della zona era prevalentemente agricolo forestale. Anche oggi le terre continuano ad essere coltivate, ma la popolazione è occupata in altri settori. Comunque in questa zona sono ancora molto praticati vecchi mestieri inerenti alla lavorazione del ferro, della castagna e del legno. A Gragliana è attivo un laboratorio per la lavorazione del ferro. A Fabbriche di Vallico troviamo un vecchio mulino ad acqua per la macinazione della farina di castagne che oggi come un tempo è attivo.
Le frazioni
Le frazioni
Le frazioni e le località di Fabbriche di Vallico sono: Gragliana, Vallico Sopra, Vallico Sotto. Ognuno di questi luoghi presenta interessanti emergenze. La storia di Vallico Sotto e di Vallico Sopra è molto simile. A Vallico Sopra vale una visita la chiesa romanica di San Michele che sorge, isolata, fra boschi di castagni. Vallico Sotto ha conservato le caratteristiche di borgo medievale e presenta interessanti strutture architettoniche come le abitazioni con portali e davanzali in pietra arenaria, arcate e imponenti inferriate. Vallico Sopra è immerso in una rigogliosa vegetazione con stradine in saliscendi e antiche strutture architettoniche. Gragliana un tempo era chiamato Vallombrosa e vi si trovava l'hospitale de Garilliano, dedicato ai SS Marco e Leonardo, che fu trascinato via dalla piena del torrente Turrite nel XVI secolo. Da Fabbriche di Vallico è facilmente raggiungibile l'alpe di Matanna. Ai piedi del monte Penna, poco lontano da Vallico Sopra, si trova la famosa Buca di Castelvenere, un'ampia apertura che nei secoli passati è probabilmente stata un luogo di culto della fecondità.
Lungo il sentiero che attraversa le valli del Palodina si trova San Luigi, una località di alpeggio con faggi ed ombrosi castagni e abitazioni tipiche dell'attività pastorale. Da qui si gode di uno stupendo panorama. Dalla primavera all'autunno la valle della Turrite Cava offre una molteplice scelta di attività all'aperto. Numerosi sentieri e il lungo crinale appenninico permettono di effettuare piacevoli passeggiate immersi nel verde, oppure di avventurarsi in escursioni più tecniche e difficoltose. La pesca amatoriale è molto praticata nei torrenti della zona, dei quali possono approfittare anche gli appassionati di canoa.






